Viaggiare con una restrizione alimentare, come la celiachia o l’intolleranza al lattosio, spesso significa organizzare tutto intorno ai pasti. New York, invece, ci mostra un’altra prospettiva: quella della scelta. Il senza glutine non vive confinato in qualche insegna specializzata, ma attraversa quartieri, culture e cucine diverse. Cambia la domanda: non più «dove possiamo mangiare?», ma «cosa scegliamo oggi?».

Questa selezione ragionata è nata per farvi venire voglia di prenotare un viaggio gastronomico a New York o, se ne avete già uno in programma, per non farvi rischiare di trasformare l’itinerario in una collezione infinita di salvataggi su Google Maps.

Il bakeshop per cui attraversare il ponte di Brooklyn

C’è chi arriva a Brooklyn per scattare una foto a Dumbo, chi per fuggire dal caos di Manhattan e chi per un bakeshop. Sixteen Mill non è il posto dove andare “nonostante” il senza glutine. È il posto dove andare e basta: una panetteria – o meglio, una finestra – senza glutine, lattosio e zuccheri raffinati, con pochi posti a sedere, perché a New York si fa tutto di corsa e si ordina d’asporto. Ma non questa colazione: basta uno sguardo alla vetrina per capire perché negli ultimi anni sia diventata un punto di riferimento per chi cerca prodotti senza glutine fatti come si deve. Sul vassoio – o nello stomaco – fate spazio al chocolate babka muffin, ordinate un bagel e chiudete con il PB&J donut, una ciambella ispirata all’accoppiata più americana che ci sia: glassa al burro di arachidi e farcitura di ribes nero fatto in casa. È il primo morso del viaggio. Ed è anche quello che alza parecchio l’asticella.