Sono giorni di festa, in Marocco. La “festa del Trono”, discorso del re e amnistia per quasi duemila detenuti. Migliaia di giovani l’hanno interpretata come un liberi tutti verso la Spagna. Tahar Ben Jelloun, il più noto e letto scrittore marocchino nel mondo, tornava da una festa vicino al mare e si è trovato in mezzo a una moltitudine di ragazzi: «Centinaia e centinaia che andavano in direzione di Ceuta, nessuno ha saputo spiegarmi cosa stava succedendo». Il giorno dopo prova a ragionare. Ben Jelloun come si spiega, questa improvvisa corsa di massa? «La prima spiegazione è che la Spagna ha deciso a giugno di regolarizzare 500 mila lavoratori migranti e inoltre il tribunale amministrativo di Madrid, ha stabilito che i clandestini che arrivano via mare non possono essere respinti automaticamente. Queste informazioni hanno circolato moltissimo negli ultimi tempi sui social e hanno incoraggiato i giovani a tentare». In cerca di lavoro? «Non è la ragione principale. Un mio amico gestisce un grand hotel a Tangeri e mi ha raccontato che alcuni dei suoi ragazzi sono scappati, hanno tentato la via dell’Europa da un giorno all’altro, nonostante avessero un buon salario e un lavoro sicuro, ma hanno preferito l’avventura».
Ceuta, lo scrittore Tahar Ben Jelloun: “Quei ragazzi sognano Lamine Yamal”
Lo scrittore marocchino: «L’Europa è un miraggio, non c’entra la povertà né la geopolitica»












