Dai video (non confermati) di camion che scaricano giovani al confine, alla Festa del Trono a pochi chilometri da Ceuta fino al precedente del 2021: gli elementi che alimentano i sospetti su un possibile ruolo del Marocco nell'ondata record di migranti verso l'enclave spagnola
Dopo la nottata di massicci arrivi di migranti, stimati in totale negli ultimi giorni in 60mila, provenienti dal Marocco e diretti nell’enclave spagnola di Ceuta, sulla costa nordafricana, alcuni indizi cominciano a far sospettare che dietro a una mobilitazione così improvvisa di migranti possa celarsi in qualche modo lo zampino del governo marocchino. Azzardato al momento immaginare responsabilità dirette o ordini dall’alto, ma alcune coincidenze temporali, insieme ai video che sembrano mostrare le autorità assistere impassibili alla discesa di decine di migranti da camion in arrivo nei pressi del confine, fanno pensare che Rabat possa aver chiuso un occhio, mentre sul confine si ammassavano migliaia di persone, riproponendo scene già viste nel 2021, all’epoca della crisi diplomatica tra Spagna e Marocco.
Cosa è successo a Ceuta
Tutto è cominciato nella giornata di ieri, 30 luglio, quando un’incredibile orda di persone provenienti dal Marocco ha affrontato, aggirandola via mare o attraversandola via terra, la barriera che divide il Marocco dall’enclave di Ceuta, una delle due città spagnole, insieme a Melilla, situate sulla costa nordafricana, al di là dello stretto di Gibilterra. Un’ondata senza precedenti, se si fa eccezione per quanto successo nel 2021, che ha visto circa 49mila persone, secondo recenti stime diffuse dal El Pais, attraversare il confine e raggiungere una cittadina che conta già 83mila abitanti. Circa 7mila dei nuovi arrivati sarebbero minori di età, già sottoposti alla tutela delle autorità della città autonoma, mentre 34 persone sarebbero morte in mare per annegamento.












