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Andrea Rinaldi

Riunione straordinaria del cda nel pomeriggio di venerdì: il consiglio ha ritenuto che, a quasi due mesi dall’invio della lettera di combinazione, «non si sianoverificate le condizioni per giungere a un accordo condiviso»

Banco Bpm rinuncia alle nozze con Monte Paschi. Il consiglio di amministrazione dell’ex popolare milanese si è riunito nel pomeriggio di venerdì 31 luglio per analizzare lo status della potenziale aggregazione con Rocca Salimbeni proposta lo scorso 7 giugno e su cui era piombata il giorno dopo l’Opas di Intesa Sanpaolo. Che ora resta l’unica seria pretendente per la banca senese.Il board - informa una nota stampa - «pur ribadendo il potenziale forte razionale strategico e industriale del progetto proposto a Mps con la lettera - che avrebbe potuto portare alla costituzione di un nuovo gruppo bancario e finanziario di riferimento in Italia, generando un’importante creazione di valore per entrambe le banche - ha ritenuto che, a quasi due mesi dall’invio della Lettera, non si siano ad oggi verificate le condizioni per giungere a un accordo condiviso tra le parti».

No alla potenziale aggregazione Banco Bpm-SienaAnche nell’ottica di massima trasparenza nei confronti del mercato e di tutti gli azionisti - continua la nota - il cda del Banco ha quindi deliberato, all’unanimità, di interrompere le consultazioni in merito alla potenziale aggregazione dandone contestuale comunicazione a Mps. La decisione arriva al termine di una giornata convulsa, nella mattinata della quale Crédit Agricole, socio di maggioranza di Bpm con il 29,3%, aveva gelato qualsiasi prospettiva di combinazione con Mps.