Una fusione alla pari, che rischia di non vedere la luce dopo la discesa in campo del duo Intesa Sanpaolo-Unipol, ma che Mps comunque valuterà.
La proposta di Banco Bpm è arrivata un giorno prima dell"offerta da 30,6 miliardi lanciata dal ceo Carlo Messina per mettere le mani su Rocca Salimbeni (si veda pagina 2).
E ieri il board senese guidato dal presidente Cesare Bisoni ha iniziato a valutarla con gli advisor finanziari Ubs e BofA e gli studi legali BonelliErede e White & Case.
Stesso modus operandi per l"opas di Ca" de Sass, mentre tutte le attività per l"integrazione di Mediobanca «procedono in linea con quanto annunciato».
La palla insomma è in mano a Mps, ma il ceo Luigi Lovaglio sembra essersi limitato a prendere tempo nella riunione convocata ieri per valutare i documenti da inviare a Bce, quelli necessari per cooptare nel cda Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone al posto di Carlo Vivaldi e Fabrizio Palermo.













