La foresta pietrificata di un tempo è diventata un"Amazzonia in movimento e ora il mondo del credito in Italia si trova a destreggiarsi di fronte a due scenari per il Monte dei Paschi di Siena: da una parte la proposta di fusione di Banco Bpm arrivata nella giornata di domenica 7; dall"altra la proposta di acquisto e scambio per oltre 30 miliardi di euro di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Unipol-Bper, ufficializzata lunedì 8 prima dell"apertura dei mercati.
Dunque un tavolo affollato, quello del consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi, sul quale era già aperte quelle della fusione in itinere con Mediobanca, che oggi appare molto più complessa anche se il cda senese ha fatto sapere che «tutte le attività di integrazione con Mediobanca procedono in linea con quanto annunciato».
Sono almeno cinque i quesiti fondamentali che in queste ore febbrili osservatori e azionisti, specialmente quelli retail, si stanno ponendo e MF-Milano Finanza ha ascoltato diversi esperti di diritto per cominciare a dare delle risposte.La prima domanda è semplice: quale deve essere analizzata per prima dal cda di Mps tra l"opas di Intesa Sanpaolo e la proposta di fusione di Banco Bpm?
Una risposta, naturalmente di parte, l"ha data ieri lo stesso Messina, definendo quella del Banco Bpm al Montepaschi «una lettera d"amore, mentre la nostra è un"offerta».













