Cala il sipario sull'ipotesi di una aggregazione alla pari tra il Monte dei Paschi di Siena e Banco Bpm per contrastare l'Opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps. Ad oggi «non si sono verificate le condizioni per giungere a un accordo condiviso tra le parti», spiega un comunicato di Piazza Meda. Il board ha quindi deliberato all'unanimità «di interrompere le consultazioni in merito alla potenziale aggregazione dandone contestuale comunicazione a Mps».Banco Bpm, continua una nota, rimane focalizzata sul piano strategico e sulla creazione di valore nel lungo termine per tutti i propri azionisti. Proprio il primo azionista dell'istituto, i francesi di Crédit Agricole, avevano bocciato qualche ora prima il progetto. Un giudizio netto. «In questa fase è molto difficile vedere in che modo una fusione tra Mps e Banco Bpm possa creare valore per gli azionisti di Banco Bpm», aveva detto il ceo della Banque Verte, Olivier Gavalda, parlando in conference call con gli analisti.Per l'istituto transalpino, che detiene il 29,3% della banca lombarda, nessuna operazione può essere fatta senza che l'Agricole abbia voce in capitolo. «Non abbiamo ricevuto alcun progetto, né alcuna informazione su una potenziale fusione tra Mps e Bpm» e, di conseguenza, «non siamo in grado di dire se questo progetto potrebbe creare valore per gli azionisti», ha lamentato il top manager.