Milano, 31 lug. (askanews) – Bpm rinuncia alle nozze con Monte dei Paschi. Il consiglio di amministrazione “pur ribadendo il potenziale forte razionale strategico e industriale del progetto proposto a Mps con la lettera (del 7 giugno scorso) che avrebbe potuto portare alla costituzione di un nuovo gruppo bancario e finanziario di riferimento in Italia, generando un’importante creazione di valore per entrambe le banche, ha ritenuto che, a quasi due mesi dall’invio della lettera, non si siano ad oggi verificate le condizioni per giungere a un accordo condiviso tra le parti”. La banca guidata da Giuseppe Castagna, pertanto, nel tardo pomeriggio di venerdì 31 luglio, ha fatto sapere che “Anche nell’ottica di massima trasparenza nei confronti del mercato e di tutti gli azionisti il consiglio di amministrazione ha quindi deliberato, all’unanimità, di interrompere le consultazioni in merito alla potenziale aggregazione dandone contestuale comunicazione a Mps”. Strada spianata, dunque, all’Opas di Intesa Sanpaolo su Rocca Salimbeni, annunciata l’8 giugno, all’indomani della lettera inviata dall’istituto milanese.

La decisione di Bpm di rinunciare alle nozze con Mps è arrivata nel giorno in cui Credit Agricole, socio di maggioranza, con il 29,3%, dell’istituto di Piazza Meda, ha stroncato con parole nette il progetto. “In questa fase, è molto difficile vedere in che modo una fusione tra Monte dei Paschi e Banco Bpm possa creare valore per gli azionisti di Banco Bpm”, ha detto il ceo della Banque Verte, Olivier Gavalda, nella call con gli analisti per la presentazione dei conti del semestre. “Ci sono molti scenari sul tavolo, ma al momento non siamo a conoscenza di alcun progetto concreto riguardante Mps e Banco Bpm” ha precisato. Ma già nella serata di giovedì, in una call con la stampa francese, il ceo aveva rimarcato che “Nulla può accadere contro di noi o senza di noi”.