Il fidanzamento è stato interrotto. E a romperlo è stato il cda di Bpm, che lo ha deciso all’unanimità. Il Monte dei Paschi e il Banco non convoleranno a nozze. Non ci sarà alcuna operazione alternativa all’offerta pubblica di acquisto e scambio di Intesa Sanpaolo su Rocca Salimbeni Che ora ha la strada spianata. Ieri si è riunito il consiglio d’amministrazione di Banco Bpm e ha concluso che per arrivare alla aggregazione alla pari preconizzata quasi due mesi fa non ci sono le condizioni. Il board ha deciso all’unanimità di interrompere le consultazioni con Mps, si legge nel comunicato diffuso da Piazza Meda. Chiarezza su eventuali operazioni straordinarie con Bpm era stata chiesta anche da quattro componenti del cda del Monte, con una lettera alla Consob, che ha spiegato di aver da tempo acceso un faro sulla governance di Siena.
Dal canto suo il Banco Bpm, «rimarrà ora focalizzato sul piano strategico e sulla creazione di valore nel lungo termine per tutti i propri azionisti». Proprio il primo socio dell’istituto lombardo-veneto aveva espresso parere negativo sull’operazione già dalla mattina.Poche ore prima che i consiglieri si riunissero in cda, l’idea di un matrimonio “alla pari” tra Banco Bpm e Mps aveva trovato un nuovo ostacolo sulla sua strada. Un ostacolo esiziale. A mostrare tutto il suo scetticismo sull’operazione, era stato infatti il Crédit Agricole, primo socio di Bpm. E lo ha fatto per bocca direttamente del suo Ceo, Olivier Gavalda. «In questa fase - ha detto Gavalda durante la conference call con gli analisti sui conti del Crédit Agricole - è molto difficile vedere in che modo una fusione tra Mps e Banco Bpm possa creare valore per gli azionisti di Banco Bpm».Di fatto una bocciatura del progetto a cui lavoravano Luigi Lovaglio e Giuseppe Castagna. Gavalda ha anche ricordato come non sia possibile fare a meno di un assenso dell’Agricole su una operazione del genere che dovrebbe essere approvata da un’assemblea straordinaria con una maggioranza qualificata degli azionisti. «Con la nostra quota del 29,3% - ha detto il numero uno della banca francese - siamo di gran lunga il primo azionista di Banco Bpm. Avremo quindi voce in capitolo su qualsiasi operazione che coinvolga la società, insieme agli altri azionisti di Banco Bpm». Gavalda aveva anche sottolineato come ci siano «molti scenari sul tavolo», ma come al momento la banca francese non sia a conoscenza di alcun progetto concreto riguardante Mps e Banco Bpm. «Non siamo stati contattati», ha chiarito Gavalda. I progetti dell’Agricole per Banco Bpm sarebbero invece altri. A specificarli è stata Clotilde L’Angevin, la deputy general manager del gruppo, sempre durante la conference call con gli analisti. I PROGETTIInvece di un matrimonio con Siena, il vertice di Agricole guarderebbe a una integrazione delle proprie attività italiane in Banco Bpm. Un progetto, quest’ultimo, già studiato più volte negli ultimi anni e oggi facilitato dalla quota forte che Parigi ha acquistato nell’istituto milanese. «Naturalmente, uno degli scenari preferiti per noi - ha detto L’Angevin - sarebbe una fusione tra Banco Bpm e Agricole Italia, che ci permetterebbe anche di rafforzare la nostra presenza in Italia, dove vogliamo davvero crescere. Ciò che è importante per noi – ha aggiunto - è considerare in generale l’impatto positivo che dovremo ottenere da qualsiasi scenario. La nostra posizione è quella di assicurarci che qualsiasi risultato crei valore per noi. In ogni caso, qualunque cosa accada, ci assicureremo che il risultato sia positivo per noi». A oggi, ha quindi aggiunto L’Angevin parlando con Bloomberg Tv, Agricole non ha ancora chiesto alla Banca centrale europea l’autorizzazione ad assumere il controllo di Piazza Meda. Ieri un altro dei presunti attori che dovrebbero avere un ruolo nella contromossa di Bpm-Mps rispetto all’Opas di Intesa, è venuto allo scoperto. Si tratta del gruppo assicurativo francese Axa. Il ceo della compagnia transalpina, Thomas Burbel, ha spiegato di «non stare guardando all’acquisto di competitor in Italia». LA PARTNERSHIPAxa vorrebbe invece proseguire la partnership nella bancassicurazione con Mps anche dopo la scadenza dell’accordo, nell’ottobre del 2027. Ma, ha spiegato Burbel, è «preparata per ogni opzione, inclusa la fine» della joint-venture col Monte. Aggiungendo comunque di ritenere «necessario attendere un po’ prima di valutare le opzioni relative alla nostra partnership».Intanto, in tarda serata, con una nota, il Monte dei Paschi di Siena ha detto di aver preso atto della decisione di Piazza Meda, aggiungendo che continuerà a «valutere ogni opzione strategica».











