A Catania, per aprire Kebastard, Andrea Graziano ha dovuto cominciare dalla piazza: pulizia, videosorveglianza, illuminazione, verde e manutenzione sono entrati nell’investimento da circa 250mila euro sostenuto insieme ad Abdallah Dadi. A Palermo Francesco Caravello ha recuperato gli antichi locali del monastero della Martorana per creare una bottega che unisce ristorazione e mercato per i piccoli produttori e propone di trasformare lo spazio antistante nella Strada dei Giusti. Tra Villa Margi, la Fiumara d’Arte e Librino, Antonio Presti ha costruito un sistema nel quale opere, ospitalità e immagine dei territori generano flussi.
Tre esperienze accomunate da un elemento l’investimento non si ferma dentro l’immobile, ma interviene anche sul contesto.
A Catania l’investimento comincia dalla piazza
Piazza Sciuti era stata riqualificata nel 2017, ma dal 2020 aveva progressivamente perso qualità. Il bivacco e la scarsa cura avevano reso l’area meno vivibile. Con l’arrivo di Kebastard, Graziano e Dadi hanno scelto quindi di assumersi un ruolo più ampio rispetto a quello richiesto a chi apre un’attività.
«Abbiamo sempre creduto che il valore di un’impresa non finisca sulla soglia del locale – racconta Graziano –. Un’attività commerciale può diventare il motore di una trasformazione più ampia».







