Roma, 31 lug. (askanews) – “Un attacco alla sovranità nazionale spagnola”, così il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha definito l’ampio flusso di migranti marocchini che hanno superato i confini dell’enclave spagnola nella punta orientale dell’Africa. Un “attacco” che ha diviso l’Unione europea: tra chi ha espresso solidarietà, pur sottolineando la necessità di ristabilire lo status quo ante, come il cancelliere tedesco Friederich Mer. E altri, tra cui il governo Meloni, che ritengono Madrid responsabile di quanto accaduto, minacciando la chiusura di Schengen.
Quella che si sta dimostrando essere una delle crisi migratorie più importanti che hanno toccato i confini dell’Unione europea, con gli ultimi dati da Ceuta che parlano di circa 50.000 ingressi in poche ore e 34 morti, ha generato un’immediata reazione delle capitali europee che hanno chiesto un pronto intervento da parte di Madrid per sanare questa crisi.
Il governo di Roma è stato uno dei primi ad intervenire sulla fattispecie, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha ipotizzato la possibilità di “sospendere Schengen con Madrid”. Opzione che ha visto il sostegno anche del ministro degli Esteri Antonio Tajani che, ieri, si è detto “favorevole” alla sospensione poiché “l’immigrazione irregolare e incontrollata rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale”.










