Uno dei pilastri, distrutto, dell’edificio crollato nel rione Pistunina di Messina è stato isolato dai Vigili del fuoco e conservato in un cassone. Secondo quanto si è appreso sarà sottoposto ad esami per verificarne la struttura portante. L’edificio crollato appartiene alla famiglia Leone, un cognome che a Messina ha significato per decenni una grossa attività di vendita nel campo degli elettrodomestici.La costruzione risale alla fine degli anni Ottanta ed è opera della famiglia di Giuseppe Leone, il noto commerciante che trasferì dal centro sulla Statale 114 gran parte dell’azienda, pur non lasciando il punto vendita storico del centro città, in via Nicola Fabrizi. Impegnati con il padre sono stati anche i figli Carmelo (deceduto nel crollo), Sara e Rosa (le due donne disperse). Si tratta di due piani di circa 2.500 metri quadrati ciascuno, mentre nella parte superiore, alla terza elevazione furi terra, si trovavano quattro appartamenti e una grande terrazza affacciata sullo Stretto.

La ditta Leone chiuse all’inizio degli anni Duemila e la struttura viene suddivisa in due grandi negozi ceduti in affitto: al primo livello un supermercato, chiuso ormai da mesi, al secondo un’attività commerciale.