Il fuoco, a volte, non si vede. Resta sotto, respira piano tra il cemento frantumato, trattiene il calore, altera l’aria, rende instabile perfino il silenzio. È in questo scenario, sospeso fra polvere, lamiere piegate e vuoti da esplorare con la massima cautela, che a Pistunina, nella zona sud di Messina, che i soccorritori continuano a scavare dopo il crollo della palazzina lungo la Strada Statale 114. Nelle prime ore della mattina era stato purtroppo trovato senza vita il primo corpo dei sei dispersi. Poco fa, nel corso delle ulteriori operazioni, è stato individuato anche un secondo corpo.
La notizia segna il passaggio più drammatico di una vicenda cominciata ieri pomeriggio e subito trasformatasi in una corsa contro il tempo, con un dispiegamento imponente di uomini e mezzi. Le squadre specializzate hanno lavorato ininterrottamente in condizioni rese particolarmente difficili dalla precarietà dell’edificio collassato e dalla presenza di fumo e calore tra i volumi sbriciolati, due fattori che impongono ritmi più lenti ma indispensabili per proteggere sia i soccorritori sia eventuali persone ancora coinvolte.
Il ritrovamento e le ricerche che non si fermano
Il primo aggiornamento arrivato nella mattina parlava del ritrovamento di una vittima fra i detriti e del proseguimento delle ricerche per le altre persone considerate ancora irreperibili. Il corpo del primo disperso ritrovato senza vita è stato portato all’obitorio del Policlinico per il riconoscimento ufficiale, anche se informalmente è trapelato che possa essere quello dell’imprenditore Carmelo Leone.











