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Sono passate più di quaranta ore da quando, nel primo pomeriggio del 30 luglio, un edificio di due piani si è sgretolato in contrada Pistunina, lungo la statale 114, nella periferia sud di Messina. E solo ora, tra il fumo che ancora si alza dalle macerie, i soccorritori hanno restituito un nome a una delle sei persone inghiottite dal crollo: è Carmelo Leone, imprenditore messinese, proprietario insieme alla famiglia dello stabile crollato. Il suo corpo è stato individuato incastrato sotto un solaio e le squadre dei vigili del fuoco sono ora al lavoro per completarne il recupero.
Restano dispersi le sue due sorelle, Sara e Rosa Leone, il marito di quest'ultima, Santino Magazzù, il domestico di origine cingalese Lhairu Warnakulasuriya e Alessandra Frazzica, commessa messinese che lavorava al bazar gestito da una famiglia cinese al primo piano dell'edificio.
Le operazioni di soccorso non si sono mai fermate dal momento del crollo. Squadre specializzate Usar, unità cinofile, droni e reparti Saf setacciano da ore un cumulo di detriti reso ancora più insidioso da un principio di incendio che, come riferito dai vigili del fuoco, continua a covare senza fiamme visibili ma con il rischio di riaccendersi non appena l'ossigeno torni a raggiungere le zone più calde della struttura. Una condizione che costringe i soccorritori a procedere con estrema cautela, alternando l'uso di mezzi meccanici a interventi manuali nei punti più delicati.










