Tre persone sono indagate per il crollo della palazzina che, giovedì scorso, nella periferia sud di Messina, è collassata su se stessa polverizzandosi. La Procura di Messina ha iscritto nel registro degli indagati i legali rappresentanti delle imprese impegnate nei lavori di ristrutturazione al piano terra dello stabile, dove avrebbe dovuto aprire un supermercato, e un tecnico. Uno è un imprenditore del settore della grande distribuzione, che è stato già chiamato dalla procura per un primo interrogatorio interlocutorio.
Le ipotesi di reato sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Secondo i magistrati, l’origine del cedimento — che finora ha provocato tre vittime, mentre altre tre persone risultano disperse — sarebbe quindi riconducibile al cantiere aperto per l’ammodernamento dei locali al piano strada. Resta inoltre da verificare se l’avvio delle opere sia stato regolarmente comunicato, come impone la legge, al Comune e al Genio Civile. La dinamica del collasso presenta i tratti tipici di un cedimento delle strutture portanti ai livelli inferiori, la cui rottura potrebbe avere trascinato i piani sovrastanti, implosi verso l’interno. Si fa strada, dunque, l’ipotesi che durante gli interventi sia stato abbattuto un pilastro o un muro maestro, innescando il crollo dell’intero edificio.












