Tre morti accertati, tre persone ancora inghiottite dalle macerie e un’inchiesta giudiziaria che muove i suoi primi, rapidissimi passi per fare luce sul disastro. È il bilancio drammatico della tragedia che il pomeriggio dello scorso 30 luglio ha sconvolto la zona sud di Messina, nella frazione di Pistunina, dove una palazzina si è sbriciolata improvvisamente all'altezza di via Giorgio La Pira n. 31, travolgendo gli occupanti e trasformando uno stabile in un teatro di soccorsi e dolore.Mentre i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Messina e i Carabinieri continuano a scavare senza sosta con ammirevole generosità e professionalità nel tentativo disperato di rintracciare i tre dispersi ancora mancanti all'appello, la Procura della Repubblica guidata da Antonio D'Amato ha aperto ufficialmente un fascicolo per fare piena luce sulle cause del cedimento strutturale.I reati ipotizzati e i sigilli alle aree

I reati contestati dalla magistratura messinese a carico dei tre indagati spaziano dall'omicidio colposo plurimo (art. 589 c.p.) alla rimozione e omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro (art. 437 c.p.), fino ai delitti colposi di danno (art. 449 c.p.). Nel frattempo, l'intera area del crollo in via La Pira è stata posta sotto sequestro giudiziario con rigide prescrizioni per la rimozione dei detriti.Sigilli anche per la zona del "Parcheggio Rosso" dello Stadio Comunale San Filippo, individuata con un'ordinanza contingibile e urgente del Sindaco di Messina per lo stoccaggio temporaneo del materiale estratto dalle macerie.Sotto la lente i lavori nello stabile. I riflettori degli inquirenti — coordinati dai militari dell'Arma, dal Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPRESAL) dell'ASP e dai tecnici dei Vigili del Fuoco — si stanno concentrando con particolare attenzione su alcuni lavori edilizi in corso all'interno dello stabile. L'obiettivo primario degli investigatori è accertare l'eventuale sussistenza di un nesso causale diretto tra gli interventi tecnici eseguiti nel palazzo e l'improvviso cedimento delle strutture.I tre indagati