Un pilastro, ridotto in pezzi dal cedimento, chiuso dentro un cassone e messo sotto sequestro. È da lì, materialmente, che si prova a ricostruire perché ieri pomeriggio una palazzina di tre piani sia venuta giù nel rione Pistunina, a Messina.
I Vigili del fuoco lo hanno isolato tra le macerie e lo conserveranno per le analisi tecniche: servirà a capire in che condizioni fosse la struttura portante dell'edificio prima del collasso, ed è già l'elemento più concreto a disposizione degli investigatori.
Perché sul resto, per ora, si può solo procedere per ipotesi. La Procura di Messina ha aperto un fascicolo per disastro colposo, al momento contro ignoti. Lo ha confermato il procuratore Antonio D'Amato, che si è recato sul posto insieme alla pm di turno Anita Siliotti e al comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Lucio Arcidiacono, per i primi rilievi. "Contro ignoti" significa che nessuno, al momento, risulta indagato: è la fase in cui si raccolgono elementi, non quella in cui si individuano colpe.
Le indagini, affidate ai carabinieri, si muovono su due filoni che con ogni probabilità finiranno per intrecciarsi. Il primo riguarda il cedimento strutturale in sé: cosa ha ceduto, quando, e se ci fossero segnali già prima di giovedì. Il secondo riguarda i lavori di ristrutturazione in corso al piano terra dell'edificio, dove sarebbe stato in programma l'apertura di un supermercato. Gli inquirenti dovranno accertare se e quanto quegli interventi abbiano inciso sull'equilibrio della struttura - un aspetto che, va detto con chiarezza, è ancora tutto da verificare e che al momento resta un'ipotesi di lavoro, non una conclusione.











