Tre indagati per il crollo della palazzina che, giovedì, scorso, alla periferia sud di Messina, è collassata su sé stessa sbriciolandosi. La Procura ha iscritto nel registro degli indagati tre persone. Secondo quanto si apprende, sarebbero i legali rappresentanti delle ditte impegnate nei lavori di ristrutturazione al piano terra dello stabile, dove doveva aprire una macelleria, e un tecnico. I reati contestati sono l'omicidio colposo plurimo, il disastro colposo e la rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Secondo i pm dunque la causa del crollo, che al momento è costato la vita a tre persone, mentre altre tre sono ancora disperse ed è molto improbabile siano sopravvissute, sarebbe da ricercarsi nel cantiere aperto per il rimodernamento dei locali del piano terra.
Da accertare anche se l'avvio delle opere sia stato comunicato, come prevede la lagge, al Comune e al Genio Civile. Il collasso strutturale ha le caratteristiche tipiche di un cedimento di strutture portanti ai piani inferiori la cui rottura potrebbe aver trascinato i piani soprastanti che sono implosi all'interno. C'è quindi l'ipotesi che durante i lavori qualcuno abbia abbattuto un pilastro o un muro portante determinando il crollo dell'intero edificio. Dalle macerie nel frattempo sono stati estratti, oggi, due corpi senza vita: quello di Rosa Leone, la sorella dell'imprenditore Carmelo, ritrovato ieri, e un terzo che deve essere ancora riconosciuto dai familiari. Fino a poche ore fa i dispersi erano Sara Leone, sorella di Carmelo e Rosa, Alessandra Frazzica, una commessa 21enne che lavorava nell'emporio del primo piano e Santino Magazzù, il marito di Rosa Leone.










