Prosegue l’ondata di messaggi dei lettori, dall’Italia e dall’estero, indignati per le frasi della ministra del lavoro Calderone, convinta che il nostro Paese sia ricco di opportunità lavorative e relative garanzie. Dichiarazioni per lo più ignorate da media e giornali, ma rilanciate online da migliaia di utenti e smentite dalle testimonianze dei connazionali emigrati o da chi è rimasto. Se volete inviarci la vostra opinione o esperienza, scriveteci a fattocervelli@gmail.com
Andrea Castelnuovo – Concordo con la ministra: l’Italia è un paese bellissimo, e da quando mi sono trasferito in Germania è ancora più bello. Restare è come cadere pensando di volare.
Flavia Giannetti – Sono d’ accordo, l’ Italia non è più quella degli anni’60. Non è più quella che ha consentito a mio padre di fare carriera e comprare casa. A me non è andata altrettanto bene. Sopravvivo, in un ambiente che non è il mio, con molte invidie. Se tornassi indietro andrei via subito. Anche come impiegata.
Mario Stea – Ministra, confermo: il nostro Paese è così bello che, dopo il 110 e lode, per un anno ho solo ricevuto umiliazioni e rifiuti dal “sistema talmente evoluto”. Dal 2015 all’estero, ho trovato crescita professionale rapida e stipendi che in Italia potevo solo sognare. Le “buone garanzie” da Lei citate non sono sufficienti: a noi servono garanzie concrete e a lungo termine. E, a quanto pare, basta andare all’estero per trovarle.







