Continuano ad arrivare al fattoquotidiano.it le mail dei lettori, che commentano le dichiarazioni della ministra del Lavoro Calderone: ai giovani che decidono di emigrare, ha detto che sono nati nel “Paese più bello del mondo” che, peraltro, “offre anche delle buone garanzie” rispetto al mondo del lavoro. Ma, come raccontato negli anni dalle esperienze degli expat nella sezione Cervelli in fuga, le decine di migliaia di connazionali che ogni anno decidono di emigrare, lo fanno proprio a causa di un mercato del lavoro logorato e non competitivo: salari bassi, scarse possibilità di crescita, precariato, lavoro nero e forte insoddisfazione professionale e personale. Di seguito riportiamo alcune mail ricevute a fattocervelli@gmail.com, che dimostrano come le parole della ministra siano lontane dalle esperienze che gli italiani, in patria o all’estero, vivono o hanno vissuto sulla loro pelle. Se volete inviarci la vostra opinione o esperienza, scriveteci.
Simone Spedicato – Disoccupato, due lauree e 10 anni di esperienza di lavori accompagnati dalla retorica del lavora e ringrazia che ti faccio lavorare. L’istruzione pubblica è ormai un posto di lavoro da comprarsi coi titoli. Cerco ancora in fabbrica, con addosso l’ombra della (quasi) convinzione che non avrei dovuto fare l’università. Ci propongono lavori sottopagati senza formazione e li chiamano tirocini. Qualcuno dovrà pagare per tutto questo: pagherete tutto e pagherete carissimo!









