HomeFerraraCronacaLa fuga dei giovani: "In 700mila all’estero . Stipendi più dignitosi"La tavola rotonda promossa dai Rotary estensi. I quesiti di Zaina (Confindustria) e Maestri (manager).La tavola rotonda promossa dai Rotary estensi. I quesiti di Zaina (Confindustria) e Maestri (manager).Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciÈ proprio vero che il futuro si costruisce insieme, ma "la strada che stiamo percorrendo (l’Italia e il mondo) è un’altra". Da qui è partita la tavola rotonda annuale estiva su economia e finanza promossa dai Rotary estensi e organizzata dal club di San Giorgio di Piano.
A discuterne importanti esponenti del mondo della produzione e del credito, sollecitati dalle domande di Gian Luigi Zaina (dirigente nazionale Confindustria) e Adriano Maestri (manager e amministratore di banche e fondazioni). A "muovere" subito le acque ci ha pensato il direttore della Banca d’Italia di Venezia (ex di Bologna) Michele Benvenuti che ha escluso possano essere Cina o Usa i modelli di riferimento per un nuovo sviluppo italiano e continentale: la prima per il sistema dirigistico e la seconda per il "tradimento" delle consolidate politiche antitrust, senza parlare dei recenti e ingiustificati dazi "i cui effetti ricadono su chi li applica, cioè gli americani". Bisogna guardare alla Spagna, ha aggiunto, dove il costo dell’energia è più basso grazie alle scelte a favore delle fonti rinnovabili, mentre la forza lavoro aumenta grazie a un’immigrazione qualificata. L’Italia, invece, perde 700.000 giovani che cercano all’estero stipendi più dignitosi. Qui "i redditi sono fermi e l’inflazione corrode il potere di acquisto". Il modesto +0,7%,compreso il Pnrr, stride in confronto al +2,83% spagnolo (senza Pnrr). É insomma il clima di incertezza a congelare il quadro economico e a frenare gli investimenti, ha osservato Maurizio Gardini presidente regionale di Confcooperative e di Conserve Italia (1,2 miliardi di fatturato) anche se, ha aggiunto, va sottolineato il miglioramento in questi anni dei conti pubblici che rende il Paese più autorevole. Tuttavia "si aggrava il problema della concentrazione della ricchezza in poche mani".









