HomeEconomia“Tornare in Italia? Pagateci di più”. Le richieste dei giovani espatriati: opportunità legate al meritoTra il 2011 e il 2024 il nostro Paese ha perso circa 441mila talenti. Studio del Cnel: per rientrare chiedono meritocrazia e sicurezzaRenato Brunetta, 76 anni, è presidente del CnelRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 8 settembre 2026 – La fuga dei cervelli non è più soltanto un problema demografico o sociale. È una perdita secca di capitale umano, produttività e crescita. Ma il dato più interessante che emerge dal nuovo rapporto del Cnel, “Giovani Expat. Come farli tornare”, è che almeno una parte di quella perdita potrebbe essere recuperata. I giovani italiani all’estero non hanno chiuso la porta al rientro. Ma chiedono un’Italia diversa: salari più alti, opportunità coerenti con le competenze e soprattutto un sistema nel quale il merito conti davvero. L’indagine, realizzata da Ref Ricerche con Questlab e costruita su oltre 2.500 risposte, di cui 1.803 analizzate nella prima versione del rapporto, intercetta una platea altamente qualificata: il 93% degli intervistati è laureato, il 45% possiede una magistrale, il 22% un master e il 12% un dottorato. Il 58% ha lasciato il Paese subito dopo gli studi, senza aver mai lavorato in Italia. È forse questo il dato più amaro: una parte consistente dell’investimento educativo sostenuto dalle famiglie e dal sistema pubblico viene messo a frutto altrove.
“Tornare in Italia? Pagateci di più”. Le richieste dei giovani espatriati: opportunità legate al merito
Tra il 2011 e il 2024 il nostro Paese ha perso circa 441mila talenti. Studio del Cnel: per rientrare chiedono meritocrazia e sicurezza










