Prosegue l’ondata di messaggi dei lettori, dall’Italia e dall’estero, indignati per le frasi della ministra del lavoro Calderone, convinta che il nostro Paese sia ricco di opportunità lavorative e relative garanzie. Dichiarazioni per lo più ignorate da media e giornali, ma rilanciate online da migliaia di utenti e smentite dalle testimonianze dei connazionali emigrati o da chi è rimasto. Se volete inviarci la vostra opinione o esperienza, scriveteci a fattocervelli@gmail.com
Nicola Tisato – Sono expat dal 2009 e non sono più giovane, ma vorrei comunque intervenire perché sentir parlare la ministra Calderone ha un che di “cacofonico”. Non riesco neanche ad argomentare, perché non basterebbe una collana di libri; però ho delle domande da porre alla ministra. Per prima cosa, vorrei chiederle: quali sarebbero le differenze tra il sistema di lavoro in Italia e quello dei paesi verso cui gli italiani emigrano? Che cosa le fa credere che l’Italia abbia un “sistema del lavoro talmente evoluto”? Intende talmente tanto o talmente poco evoluto? Per favore, potrebbe argomentare? Secondo: la ministra forse crede che i giovani emigrino per “conoscere nuove culture”? E quali sarebbero questi tecnici del lavoro che dovrebbero assistere i giovani? Terzo: vorrei chiedere, così, “en passant”: il suo governo intende risolvere il problema delle disparità salariali tra l’Italia e quei paesi che offrono opportunità e garanzie diverse rispetto a quelle offerte dall’Italia, ma verso cui i giovani italiani continuano a emigrare? Su una cosa concordo: Viva l’Italia!






