Prosegue l’ondata di messaggi dei lettori, dall’Italia e dall’estero, indignati per le frasi della ministra del lavoro Calderone, convinta che il nostro Paese sia ricco di opportunità lavorative e relative garanzie. Dichiarazioni per lo più ignorate da media e giornali, ma rilanciate online da migliaia di utenti e smentite dalle testimonianze dei connazionali emigrati o da chi è rimasto. Se volete inviarci la vostra opinione o esperienza, scriveteci a fattocervelli@gmail.com
Natalia Bracci – Siamo quattro figli, nati tra gli anni ’90 e 2000. Io, laureata in lettere e diplomata in violino, sono rimasta in Italia e faccio la fame con la mia partita iva forfettaria e, ora incinta, mi aspetta una maternità deprimente in termini di assistenza. Due fratelli sono in Germania: uno insegna all’università di Berlino, chimica, prende 4mila euro al mese, aspetta una bimba e ha un welfare per la maternità/paternità fuori di testa, da sogno, quando me l’ha detto non ci credevo. Uno lavora alla Siemens a Erlangen, ingegnere informatico, sta facendo il post dottorato e prende 2300 euro al mese. Il terzo fratello, non laureato, ha fatto fortuna tra Australia e Canada in una ditta di trivellazioni per infrastrutture. Cosa dire? Tutti tornerebbero in Italia domani. Vagliano le varie possibilità per farlo, ma il salario a parità di mansione è talmente misero che la situazione è deprimente e inaffrontabile. Per i cervelli, come li chiamano, non c’è futuro in Italia.







