HomeLuccaCronacaVertice Kme e sindacati: "Preoccupano il caro prezzi e il calo degli ordini"Per salvaguardare l’occupazione l’azienda prosegue con gli ammortizzatori sociali "La società è comunque impegnata a trovare nuove opportunità di business".In una foto d’archivio una delegazione in visita all’interno dello stabilimento Kme di Fornaci di BargaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFORNACI DI BARGA

Si è svolto ieri l’incontro tra la Direzione del Gruppo KME e le Organizzazioni Sindacali nazionali FIM, FIOM e UILM per analizzare l’andamento generale del Gruppo in Europa e le prospettive degli stabilimenti italiani tra cui ovviamente KME Fornaci di Barga. L’azienda, come riportano i coordinatori nazionali Fim, Fiom, Uilm Bruno Casotti, Massimo Braccini, Giacomo Saisi ha illustrato un quadro generale complesso, inserito in un contesto economico caratterizzato dal forte incremento del costo del rame e dall’introduzione di dazi doganali, fattori che hanno inciso sulla competitività del Gruppo, che però non sta perdendo per fortuna quote di mercato.

KME ha confermato il permanere di una significativa carenza di ordinativi a livello europeo e di una flessione produttiva che interessa diversi siti del Gruppo. I principali settori di sbocco, in particolare quello automotive, continuano a registrare una fase di forte difficoltà e, allo stato attuale, non si prevedono segnali di ripresa nel breve periodo. L’azienda ha tuttavia comunicato di essere impegnata nella ricerca di nuove opportunità di business e nello sviluppo di ulteriori mercati, con l’obiettivo di compensare la consistente riduzione degli ordinativi che interessa il mercato europeo. Per quanto riguarda gli stabilimenti italiani, i siti di Serravalle Scrivia e soprattutto di Fornaci di Barga: "Pur operando nello stesso difficile contesto congiunturale – sottolineano i tre coordinatori –, stanno evidenziando una migliore tenuta sia sotto il profilo produttivo sia in termini di efficienza dei costi rispetto ad altri stabilimenti europei del Gruppo. Tale situazione, tuttavia, non è ancora sufficiente a garantire la piena saturazione produttiva dei due siti. Per questo motivo continuerà il ricorso agli ammortizzatori sociali, con l’obiettivo di salvaguardare i livelli occupazionali". L’azienda ha inoltre precisato che, allo stato attuale, non sono previste riorganizzazioni, ma i sindacati hanno espresso forte preoccupazione per il quadro complessivo emerso durante l’incontro, ribadendo l’importanza di valorizzare la solidità, le competenze e la professionalità presenti negli stabilimenti italiani. Per questo hanno chiesto all’azienda di confermare gli investimenti programmati e di mantenere una piena centralità produttiva dei siti italiani all’interno delle strategie del Gruppo.