Che cosa hanno in comune Chris Philp e Jean-Luc Mélenchon? Apparentemente nulla. Il primo è il ministro dell’Interno ombra dei conservatori britannici e costruisce la propria battaglia politica sul controllo delle frontiere e sul contrasto all’immigrazione irregolare. Il secondo guida la sinistra radicale francese e mette in discussione il modo in cui Parigi sta ripensando la propria sicurezza in Europa. Uno guarda alla Manica, l’altro all’asse franco-tedesco. Eppure le vicende di entrambi raccontano la stessa trasformazione della politica europea: la sovranità nazionale è tornata a essere il terreno principale dello scontro.
La scena britannica è quella più immediata. Martedì Philp si trovava a bordo di un’imbarcazione nel Canale della Manica insieme a giornalisti della BBC e del Times per documentare il fenomeno degli attraversamenti dei migranti verso il Regno Unito. Durante l’intervista, una nave della Marina francese ha esploso 17 colpi in mare. Parigi ha spiegato che si trattava di una normale esercitazione con armi leggere, condotta secondo le procedure previste. Downing Street ha accettato la ricostruzione francese. Philp, invece, ha parlato di una «intimidazione deliberata», sostenendo che non vi fossero stati avvisi sufficienti.
















