HomePontederaCronacaDumarey ha detto “no”: si infiamma la protesta, sciopero e presidio a PisaL’azienda chiude al confronto, i lavoratori incrociano le braccia ai cancelli. L’assessore regionale Lenzi e la senatrice Zambito raggiungono lo stabilimentoIl presidio permanente di fronte alla Dumarey a Fauglia (foto Bongianni/Germogli)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFauglia (Pisa), 31 luglio 2026 – Il muro contro muro è ormai totale. Dumarey Flowmotion Technologies ha respinto la proposta di mediazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Saltano così le possibilità di congelare i 35 licenziamenti annunciati e di riaprire il confronto a settembre sulla base di un nuovo piano industriale. Una scelta che ha innescato la protesta dei lavoratori, con sciopero e presidio permanente davanti ai cancelli dell’azienda. Presidio che stamani dalle 9 si sposterà nel centro di Pisa, in piazza XX settembre per poi dare vita – si apprende – ad un corteo per raggiungere la Prefettura. “Abbiamo provato, come sempre accade in queste situazioni, ad avviare un percorso negoziale – la posizione di Fiom Cgil e Fim Cils –. Ma a questo punto, dinanzi all’arroganza di Dumary non ci resta che la strada del conflitto. Sono partiti gli scioperi e le mobilitazioni che continueranno nelle prossime settimane”. “Questo imprenditore sta trattando i dipendenti come semplici numeri – dice Yari Auli Casucci segretario provinciale Fim-Cisl –. Quanto accaduto in questi giorni ne è la dimostrazione”. La proposta avanzata dal Mimit prevedeva infatti la sospensione delle procedure di licenziamento in attesa della presentazione del piano industriale. Un percorso che l’azienda ha deciso di respingere.