HomePisaCronacaIn marcia per la "dignità". Il corteo sfila sui lungarni poi l’incontro in prefettura. Ora sciopero a oltranzaOltre un centinaio alla manifestazione contro i 35 esuberi annunciati dall’azienda Dumarey. Le voci dei lavoratori: "Non cancelleranno il nostro futuro". Sostegno da più parti politiche.Oltre un centinaio alla manifestazione contro i 35 esuberi annunciati dall’azienda Dumarey. Le voci dei lavoratori: "Non cancelleranno il nostro futuro". Sostegno da più parti politiche.Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Ilaria Vallerini

Il lavoro prima di tutto. È una questione di dignità umana. I lavoratori della Dumarey Flowmotion Technologies – con stabilimenti a Fauglia e a San Piero a Grado – lo ripetono come un mantra, mentre marciano da piazza XX Settembre alla Prefettura di Pisa, attraversando il Ponte di Mezzo e sfilando sui lungarni, sfidando una delle giornate più torride degli ultimi decenni. Incoraggiati anche da un gruppo di turisti che passano loro vicino. Sguardo alto, voci dirette gridate al megafono, perché l’affitto o il mutuo che sia o – ancor di più – garantire un futuro a se stessi e alle proprie famiglie – è ciò che spinge chi oggi è in bilico, sorretto dalle braccia dei colleghi che hanno deciso di non voltarsi dall’altra parte. "È il giorno della rabbia e non di certo della rassegnazione" afferma Fulvia Bottoni, da vent’anni impiegata della Dumarey. Lei, come gli altri, ha aderito allo sciopero – che ieri mattina aveva già superato le 50 ore (che significa intaccare gli stipendi) – perché "è una questione che riguarda tutti", dato che dopo i 35 esuberi di questo luglio focoso, i prossimi annunciati dall’azienda saranno altri 53 in staff leasing a dicembre. "Se non ostacoliamo questa deriva, parleremo di centinaia di esuberi", sottolinea il segretario generale Fim-Cisl Pisa, Yari Auli Casucci. A far scoppiare la situazione, è stato il "no" dell’azienda alla proposta di mediazione del Ministero: così sono saltate le possibilità di congelamento dei 35 licenziamenti annunciati e la riapertura del confronto a settembre sulla base di un nuovo piano industriale.