HomeMonza BrianzaCronacaElectrolux, la protesta: "Non chiamateci esuberi. Siamo delle persone"I sindaci con la fascia tricolore al presidio con i lavoratori che rischiano il posto. Poi il corteo ordinato che ha bloccato corso Europa e l’assemblea pubblica.I sindaci con la fascia tricolore al presidio con i lavoratori che rischiano il posto. Poi il corteo ordinato che ha bloccato corso Europa e l’assemblea pubblica.Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciSi sono radunati davanti alla fabbrica per attraversare in corteo il centro cittadino e raggiungere la sala civica in cui si discuteva del caso Electrolux. L’altra sera, una nutrita delegazione di lavoratori della fabbrica di lavastoviglie di corso Europa, a cui si sono aggiunti cittadini, rappresentanti di istituzioni, associazioni e sigle politiche, hanno preso parte all’iniziativa promossa dal Comune di Solaro per scongiurare il rischio di un pesante ridimensionamento dello stabilimento solarese del colosso degli elettrodomestici svedese.

Sotto un cielo che minacciava pioggia da un momento all’altro, giovedì sera i partecipanti al corteo si sono mossi con in testa la sindaca di Solaro, Nilde Moretti e il collega di Ceriano Laghetto, Massimliano Occa, con tanto di fascia tricolore, a cui si sono poi affiancati, nella sede dell’assemblea pubblica, anche quelli di Cesano Maderno, Gianpiero Bocca, di Cislago, Stefano Calegari, di Paderno Dugnano, Anna Varisco e la vicesindaca di Limbiate, Agata Dalò. Una presenza istituzionale forte a rappresentare il valore di Electrolux ben oltre i confini solaresi, con gli attuali 670 dipendenti diretti a cui si aggiunge una filiera di indotto tra fornitori di materie prime, logistica, servizi, che coinvolge centinaia di altri addetti e ha effetti sociali ed economici su un’intera area trasversale ad almeno tre province.