HomeRiminiCronacaColombini: sciopero e produzione paralizzataBraccia incrociate a Rovereta da parte dell’80% dei dipendenti dopo il muro della proprietà sul rinnovo del contrattoLo sciopero alla ColombiniRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciI macchinari spenti e i piazzali pieni alle sei del mattino hanno raccontato, ieri, la rabbia dei dipendenti della Colombini Spa di fronte al muro alzato dall’azienda. All’ingresso di Rovereta la risposta delle maestranze e del personale d’ufficio è stata imponente: le sigle sindacali e le tute blu stimano un’adesione attorno all’80% sui circa 800 dipendenti del gruppo.

Una protesta che mira a colpire la produzione di mobili nel cuore della catena di montaggio, per lanciare un segnale inequivocabile alla proprietà dopo l’interruzione unilaterale della trattativa consumatasi lo scorso 24 maggio. Il nodo del contendere ruota attorno al rinnovo del contratto di secondo livello, scaduto da oltre un biennio.

Le organizzazioni sindacali – Csdl, Cdls e Usl — denunciano un atteggiamento di totale chiusura. A fronte di richieste orientate a contenuti ritocchi salariali, spiegano le organizzazioni sindacali, e a un premio di risultato fisso, la dirigenza ha infatti calato sul tavolo la richiesta di una "turbo-flessibilità". In sostanza, un sistema capace di imporre variazioni di orario, cambio turno o persino trasferimento di stabilimento a livello individuale con soli cinque giorni di preavviso. Una misura considerata dai sindacati irricevibile, poiché finirebbe per azzerare qualsiasi possibilità di conciliare la vita privata e la gestione della famiglia con i ritmi di fabbrica.