Il governo italiano sta valutando di sospendere Schengen con la Spagna. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi alla luce della crisi dei migranti a Ceuta. Centinaia di persone di origine nordafricana hanno infatti attraversato il confine dal Marocco per entrare nell'enclave spagnola sulla costa marocchina spesso interessata da crisi migratorie, nuotando e utilizzando la diga frangiflutti di El Tarajal. Al momento, sono stati recuperati undici cadaveri.
Ipotesi sospensione Schengen «Mi sono confrontata con il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. L’Italia non resterà a guardare. Stiamo convocando gli organismi preposti, e all'esito di queste riunioni siamo pronti a intervenire anche con strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna». Lo scrive la premier Giorgia Meloni sui social. «Sono favorevole alla chiusura dello spazio Schengen con la Spagna e ho piena fiducia nell'operato del ministro Piantedosi. L'immigrazione irregolare e incontrollata rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale. Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incentivi il traffico di essere umani», scrivi invece su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.La crisi Una grande folla attende dall'altra parte del confine per entrare nella città autonoma con le stesse modalità. Oltre 2mila migranti hanno già attraversato il confine nell'ultima settimana. La Guardia Civil è schierata al confine meridionale per arginare il flusso di arrivi. La delegazione governativa ha dichiarato che la Gendarmeria marocchina sta collaborando. Tuttavia, fonti interne alla Guardia Civil in città affermano che l'assistenza è superficiale e insufficiente a contenere la pressione.Poco dopo l'inizio della crisi migratoria, i governi spagnolo e marocchino hanno concordato di attuare misure per la consegna «il prima possibile» di «tutti» i migranti entrati illegalmente a Ceuta negli ultimi giorni, e in particolare quest'oggi. Fonti del Ministero dell'Interno hanno indicato oggi che i due Paesi hanno concordato di «rafforzare il coordinamento e gli sforzi per affrontare questi flussi e si sono impegnati a rivedere e attuare misure per il rapido rimpatrio di tutte le persone entrate illegalmente nella città autonoma». Il ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, è rimasto in costante contatto con il suo omologo marocchino, Abdelouafi Laftit, e sarà a Ceuta domani per affrontare la crisi migratoria. «Noi abbandonati» «Ci sentiamo abbandonati, senza protezione. Migliaia di migranti sono in strada e vagano senza sapere dove andare», dicono i residenti di Ceuta che raccontano così la dimensione che la crisi sta raggiungendo in queste ore. I tesimoni descrivono l'inquietudine per il dramma umano e la situazione di insicurezza che si va creando. «Siamo preoccupati per noi, ma anche per loro, molti arrivano feriti per le traversate a nuoto», raccontano. Le autorità iberiche non danno stime ufficiali dei migranti entrati nell'enclave che sarebbero migliaia: «La valanga umana raggiunge già i 5 chilometri alla frontiera», secondo la corrispondente di Tve.










