Le forze di sicurezza marocchine non hanno neanche provato a fermare la valanga di persone che nel giro di poche ore - prima per mare, poi attraversando via terra la frontiera - hanno raggiunto Ceuta, porta d’ingresso dell’Europa in Africa.

La situazione è improvvisamente degenerata, con migliaia di persone che si sono riversate verso l’enclave spagnola alla luce del giorno, correndo verso la doppia barriera di confine. La crisi richiama quella vissuta nel maggio del 2021, quando almeno 8.000 magrebini entrarono nella città autonoma iberica in Marocco. Ora Madrid è pronta a mobilitare l’esercito per far fronte alla situazione.

E mentre Bruxelles segue l’evoluzione della crisi e assicura il massimo impegno per proteggere le frontiere della Ue, a Roma fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che il governo sta valutando la sospensione di Schengen con la Spagna. A lanciare per primo l’allarme era stato il presidente dell’enclave, Juan Jesus Vivas, denunciando la pressione migratoria nell’ultima settimana con l’arrivo di 1.500-2.000 persone a nuoto, a un ritmo di 300 al giorno. “Siamo di fronte a un’assoluta emergenza umanitaria e sociale”, ha ripetuto il governatore, che ha chiesto a Madrid di dichiarare lo stato di emergenza nazionale, istituire un comando unico e rafforzare le forze di sicurezza con il dispiegamento dell’esercito a difesa della “sicurezza dei cittadini”.