Le autorità non forniscono una stima, ma sono arrivati in migliaia. Le forze di sicurezza marocchine non hanno neppure tentato di fermare la valanga di uomini, donne incinte, ragazzi, anche disabili, che in poche ore, prima via mare, poi attraversando la frontiera di terra, hanno cambiato il volto di Ceuta, porta d'ingresso dell'Europa in Africa. Per giorni i droni, i sistemi laser e le motovedette della Guardia civil hanno inseguito nel buio i migranti che tentavano di raggiungere a nuoto la costa spagnola aggirando la scogliera frangiflutti del Tarajal. Ma la situazione è improvvisamente degenerata, con migliaia di persone che si sono riversate verso l'enclave spagnola alla luce del giorno, correndo verso la doppia barriera di confine. Le immagini di ragazzi fradici che raggiungono la riva e delle colonne umane lunghe chilometri sulle colline confinanti con Ceuta hanno riportato la città autonoma all'incubo del 2021, quando oltre 8mila avevano attraversato la frontiera in 48 ore, provocando una grave crisi umanitaria e diplomatica con Rabat.

Ora Madrid, che il 30 giugno ha chiuso una sanatoria straordinaria relativa alla posizione di 500mila migranti, è pronta a mobilitare l'esercito. Il premier Pedro Sánchez visiterà Ceuta oggi, insieme al ministro dell'Interno Fernando Grande-Marlaska. E mentre Bruxelles segue l'evoluzione della crisi e assicura il massimo impegno per proteggere le frontiere dell'Europa, il governo Meloni valuta la sospensione di Schengen con la Spagna. «Sono favorevole e ho piena fiducia nell'operato del ministro Piantedosi», commenta su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani.L'allarme A lanciare per primo l'allarme era stato il presidente dell'enclave, Juan Jesus Vivas, denunciando la pressione migratoria nell'ultima settimana con l'arrivo a nuoto di 1.500 persone, forse 2000, a un ritmo di 300 al giorno. «Siamo di fronte a un'assoluta emergenza umanitaria e sociale», ha ripetuto il governatore, che ha chiesto a Madrid di dichiarare lo stato di emergenza nazionale, istituire un comando unico e rafforzare le forze di sicurezza con il dispiegamento dell'esercito a difesa della «sicurezza dei cittadini». L'Assemblea di Ceuta ha approvato all'unanimità un ordine del giorno che sollecita la chiusura temporanea della frontiera col Marocco come misura «urgente e improrogabile» per «la più grave crisi degli ultimi anni». Il dramma Dietro la nuova ondata migratoria, povertà, assenza di prospettive e aspettative alimentate dai social network, assieme alla finestra di opportunità rappresentata dal bel tempo e il mare calmo, a un passo dallo Stretto di Gibilterra. Ma non solo. «Non trovano vie legali, la loro unica possibilità è buttarsi in mare ed entrare a Ceuta», racconta Ismail El Makdoubi, immigrato e presidente dell'associazione Exmenas.Secondo l'attivista, la recente sentenza del Tribunale supremo spagnolo, che esclude i respingimenti immediati per chi raggiunga l'enclave a nuoto, ha alimentato, insieme mercato dei trafficanti e al tam-tam in Rete, la convinzione che attraversare il confine sia ora più facile. «Ci sentiamo abbandonati. Migliaia di migranti sono in strada e vagano senza sapere dove andare», è la voce dei residenti di Ceuta che raccontano la dimensione della crisi, con numerosi dispersi in mare e la Guardia Civil che ha recuperato almeno undici corpi di persone annegate.I testimoni descrivono l'inquietudine per il dramma umano e la situazione di insicurezza. «Siamo preoccupati per noi, ma anche per loro, molti arrivano feriti per le traversate a nuoto», raccontano. Le autorità non danno stime ufficiali. «La valanga umana raggiunge già i 5 chilometri alla frontiera», secondo la corrispondente di Tve. E fra le centinaia di ragazzi che entrano nell'enclave con le dita in segno di vittoria è arrivata anche Farath, ripresa dai media locali, campionessa della nazionale di pallavolo marocchina.