L'editoriale
Enrico Cerchione
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Mentre su queste pagine si discute con preoccupazione (e un pizzico di moralismo) dell’“estraneo” che i genitori progressisti californiani mettono nella cameretta dei figli, della soglia anagrafica che non funziona e dei padri che legiferano per assolversi, vale la pena spostare lo sguardo su un disastro già in corso, ben più silenzioso e di gran lunga più efficace. In Occidente una quota crescente di donne tra i 25 e i 40 anni non ha figli. Non stiamo parlando di proiezioni future: i dati attuali dicono che la nulliparità temporanea in quella fascia d’età oscilla tra il 30% e oltre il 50% a seconda del Paese e della sottofascia (negli Stati Uniti si arriva al 63% tra le 25-29enni e al 40% tra le 30-34enni; in Germania al 27% tra le 35-39enni). La nulliparità definitiva, quella delle donne che arrivano a 45-49 anni senza aver procreato, si attesta già intorno al 15-25% in gran parte dell’Europa occidentale e del Nord America, con punte più alte in Italia, Spagna e Germania. Numeri che, tradotti in reti di sostegno, significano milioni di anziani destinati a non avere figli che li assistano, né affettivamente né materialmente, nei prossimi decenni.








