�L�intelligenza artificiale ci fa scemi, lo scroll e l�algoritmo anche�. Paolo Crepet non usa mezzi termini nell'intervista rilasciata a Repubblica in occasione dell'uscita del suo libro �Riprendersi l'anima�. Lo psichiatra e sociologo punta il dito contro il rapporto ormai patologico tra le nuove generazioni e gli strumenti digitali, un tema che intreccia con l'iperprotezione genitoriale e la crescente desensibilizzazione emotiva della societ� contemporanea.

L'affondo pi� duro riguarda le multinazionali della Silicon Valley, accusate di puntare su un modello che isola invece di connettere. �I signori delle Big Tech ci vogliono individui e separati�, sostiene Crepet, "ma l'intelligenza non � individuale, � collettiva. Dunque, o la esercitiamo o abdichiamo�. Una resa silenziosa che, secondo lo psichiatra, apre scenari inquietanti: �Ci vogliamo consegnare a una monarchia digitale? Vogliamo ospedali controllati dai robot, scuole coi robot, Wimbledon giocata dai robot?�.

Sul dibattito relativo al divieto di smartphone sotto i 16 anni, la posizione di Crepet � tranchant e per nulla rassicurante: �Divieto di stupidit� generale. Avanti cos� e arriveremo a una bella telecamerina inserita nel feto per postare foto del nascituro�. Una provocazione che, nel colloquio con Repubblica, si lega a un pi� ampio discorso sulla progressiva rinuncia al pensiero critico.