Come riportato dal sito Key4Biz, la Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione ha stabilito che i produttori di dispositivi cellulari sono tenuti a fornire un'informazione dettagliata ed esaustiva circa le precauzioni d'uso atte a minimizzare l'esposizione alle emissioni elettromagnetiche a radiofrequenza. Tale obbligo sussiste anche qualora la comunità scientifica non abbia ancora raggiunto un consenso definitivo o un accertamento causale certo sull'esistenza di danni diretti per la salute.
La vicenda giudiziaria trae origine dalla causa promossa dall'avvocato Fabio Cardanobile per conto di una consumatrice emiliana contro Apple Distribution International Ltd, rappresentante europea della società di Cupertino. L'utente, che aveva acquistato un iPhone (definito erroneamente SE 5S, visto l'anno è probabilmente l'SE di 1a generazione) nel 2016, dichiarava un utilizzo particolarmente intensivo del dispositivo: oltre un'ora al giorno di conversazioni vocali e tra le cinque e sei ore quotidiane di connessione dati, sovente in condizioni di scarsa ricezione di rete e in prossimità delle figlie minorenni.
Nel 2018, a seguito della riclassificazione delle radiofrequenze da parte dell'IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) tra i fattori potenzialmente associati a un incremento del rischio di alcune patologie tumorali, la donna ha citato in giudizio Apple, lamentando l'assenza nella confezione di avvertenze chiare ed evidenti sulle cautele da adottare (come l'uso di auricolari o vivavoce, la riduzione della durata delle chiamate e il divieto di tenere l'apparato a contatto con il corpo o vicino al capo durante la notte).






