La Corte di Cassazione riaccende il dibattito sui possibili effetti delle radiazioni elettromagnetiche emesse dagli smartphone e sul diritto dei consumatori a ricevere informazioni complete. Con una nuova ordinanza, i giudici hanno stabilito che l'assenza di prove scientifiche definitive non esclude, di per sé, l'obbligo del produttore di informare gli utenti sui potenziali rischi per la salute e sulle precauzioni da adottare durante l'utilizzo del dispositivo.

Ordinanza contro Apple: informazione su rischi e precauzioni

Con l'ordinanza n. 24015/2026, la Terza sezione civile della Cassazione ha accolto, con rinvio, il ricorso di una donna che contestava ad Apple la mancata comunicazione di adeguate informazioni sui possibili rischi per la salute legati all'esposizione prolungata alle radiazioni elettromagnetiche emesse dall'iPhone.

Secondo la Corte, l'assenza di una prova scientifica certa non è sufficiente a escludere gli obblighi informativi del produttore, né il possibile danno derivante dalla violazione del diritto del consumatore a compiere scelte consapevoli. Il giudice di merito dovrà ora valutare non soltanto l'eventuale diritto al risarcimento, ma anche l'adozione di rimedi specifici, come l'integrazione delle avvertenze fornite agli utenti e la distribuzione di accessori, ad esempio auricolari, idonei a ridurre l'esposizione alle radiazioni elettromagnetiche, anche nel caso in cui il rischio sia soltanto potenziale.