Da oggi l’umanità entra, ancora una volta, in deficit ecologico. Il 30 luglio cade l’Earth Overshoot Day 2026, la data che segna il momento in cui la domanda globale di risorse naturali e servizi ecosistemici supera quanto la Terra riesce a rigenerare nell’arco di un anno. Per sostenere gli attuali livelli di consumo servirebbe l’equivalente di 1,73 pianeti.
Questo squilibrio accompagna l’economia mondiale da oltre mezzo secolo e ha prodotto, secondo i dati richiamati dal Wwf, un deficit ecologico cumulato equivalente a 20,6 anni della capacità rigenerativa del pianeta.
Le possibilità più incisive per spostare in avanti la data arrivano dall’energia e dal cibo. Secondo il Global Footprint Network, una diffusione rapida e globale delle tecnologie già disponibili per accelerare la transizione energetica potrebbe far guadagnare 29 giorni. Lo scenario comprende più efficienza, fonti rinnovabili, uscita dalla dipendenza dai combustibili fossili, edifici e sistemi produttivi meno energivori e una mobilità più sostenibile.
Un potenziale analogo emerge dai sistemi alimentari. Ridurre gli sprechi, diffondere diete a prevalenza vegetale e adottare pratiche agricole più sostenibili potrebbe posticipare l’Earth Overshoot Day di circa un mese.











