La buona notizia è che non è una scadenza inevitabile. Tornare a spostare la data verso la fine dell'anno si può: ecco come fare
Il 30 luglio 2026 è l’Earth Overshoot Day, il giorno in cui l’umanità esaurisce il “budget” annuale di risorse naturali che la Terra è in grado di rigenerare. Da quel momento, e fino alla fine dell’anno, il consumo globale continuerà utilizzando risorse a un ritmo superiore rispetto alla capacità del pianeta di ricostituirle. Una data che dagli anni Settanta (quando era a dicembre) continua ad essere anticipata. E in Italia questo squilibrio è arrivato ancora prima: il nostro Country Overshoot Day è stato il 3 maggio.
La data è calcolata dal Global Footprint Network, organizzazione internazionale che misura il rapporto tra l’impronta ecologica dell’umanità e la “biocapacità” della Terra. Cioè la capacità degli ecosistemi di rigenerare risorse e assorbire gli impatti delle attività umane. Secondo i dati diffusi da WWF Italia, oggi il modello di consumo globale equivale all’utilizzo delle risorse di 1,73 pianeti Terra.
Che cos’è l’Earth Overshoot Day
L’Earth Overshoot Day non indica che le risorse della Terra siano davvero terminate. Rappresenta però il momento simbolico in cui la domanda dell’umanità supera ciò che gli ecosistemi riescono a rigenerare nell’arco di un anno. Il deficit ecologico globale dura ormai da oltre cinquant’anni. Secondo il WWF, questo squilibrio ha prodotto un accumulo equivalente a 20,6 anni di capacità rigenerativa del pianeta. In altre parole, se anche oggi stesso iniziassimo a consumare meno di quanto la Terra rigenera, ci vorrebbero più di vent’anni per tornare in equilibrio.












