L’anno ecologico sta per finire. Al capodanno solare mancano ancora cinque mesi, ma le risorse della Terra si esauriranno tra tre giorni: il 30 luglio sarà infatti l’Earth Overshoot Day 2026, la data in cu gli esseri umani avranno consumato più risorse naturali e servizi ecosistemici di quanti il nostro pianeta sia in grado di rigenerare in un anno. Dal 31 luglio saremo quindi in “debito ecologico“. E in Italia lo siamo già dal 3 maggio scorso. Dal 4 maggio, ricorda il Wwf Italia, “utilizziamo capitale naturale invece degli interessi, accumulando un debito che si traduce in crisi climatica, perdita di biodiversità, degrado del suolo e impoverimento degli ecosistemi”. La data italiana anticipa di tre giorni quella del 2025: un segnale che la nostra impronta ecologica continua a peggiorare. “Se tutti vivessero come noi italiani, sarebbero necessari quasi tre pianeti Terra per sostenere la domanda annuale di risorse”.
L’Earth Overshoot Day misura il gap tra la domanda di risorse dell’umanità e la capacità della Terra di rigenerarle. A causa della grande pressione esercitata sugli ecosistemi, questo divario continua a crescere da oltre cinquant’anni e ha causato l’accumulazione di un deficit ecologico di 20,6 anni. Secondo il Wwf, oggi consumiamo l’equivalente di 1,73 pianeti Terra. Una responsabilità importante ricade sulle aree urbane, che generano oltre l’80% del Pil globale e dove vive più del 50% della popolazione mondiale, percentuale che salirà al 70% entro il 2050. Proprio dalle città, secondo il Wwf, bisognerà partire per invertire la rotta: pur occupando appena il 3% della superficie terrestre, infatti, sono responsabili di circa il 75% dei consumi energetici e del 70% delle emissioni globali di gas serra legate alle attività umane.











