In uno scenario già complicato da preferenze, prestiti Ue sulla difesa e intercettazioni, ci si mette anche il Pnrr a far rischiare il cortocircuito a Governo e maggioranza.
Questione di treni
Oggetto del contendere questa volta è la concorrenza nel settore ferroviario, al centro di un capitolo già travagliato dalla meteora del progetto di creare una società per l’acquisto dei treni (la Rosco), abbandonato subito dopo averlo concordato con Bruxelles. Il nodo, intrecciato all’articolo 1 del decreto Pnrr ora all’esame della Camera, riguarda le gare per i servizi Intercity.
Tiro alla fune con la Ue
L’idea costruita nelle stanze ministeriali e scritta all’articolo 1, comma 1, introduce la possibilità di basare la gara su un lotto unico nazionale, accantonando lo scenario a più lotti definito dalla legge concorrenza sul 2021 (legge 118/2022) del Governo Draghi. L’ipotesi incontra la netta contrarietà della Commissione Ue, che vede in questo meccanismo un ostacolo insormontabile ai potenziali concorrenti di Trenitalia. La richiesta Ue è di articolare le gare in più lotti territoriali, e di fissare criteri precisi di uniformità e qualità del servizio. Ma per ora è stata respinta da Roma.











