Stavolta ci ha dovuto pensare Giorgetti a ricordare a Salvini che i fondi Pnrr non possono essere spostati a piacimento. Il ministero dell’economia ha imposto di ritirare l’emendamento al Piano casa con cui i relatori del provvedimento, su mandato del vicepremier, volevano dirottare 1,2 miliardi destinati dal Pnrr ai treni. Il pasticcio è venuto fuori ieri, nel secondo giorno consecutivo di disagi sulle ferrovie con oltre 90 minuti di ritardo sulla linea Napoli-Roma a causa di un guasto nel casertano causato dal furto di cavi di rame.

Guasto che ha fatto seguito alle oltre 6 ore di stop totale mercoledì sulla Milano-Bologna per un problema tecnico. Due ennesime brutte figure in un giorno per il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, che oltre a lavarsene le mani dello stato pietoso in cui versano le ferrovie, continua a considerare il Pnrr come un bancomat per i propri piani. Nei mesi scorsi aveva provato a deviare fondi per il ponte sullo Stretto, incassando il niet della Corte dei conti e della Ragioneria di Stato. Ora invece è un suo ministro ad ammonirlo. Giorgetti non ha dato il via libera all’emendamento che voleva usare 1,2 miliardi del Pnrr destinati ai treni per finanziare Patrimonio casa, un nuovo canale di Cassa depositi e prestiti che dovrebbe sostenere l’edilizia sociale e convenzionata. Era stato pensato come uno dei pilastri del Piano casa ma è crollato ancora prima di arrivare in parlamento, dove oggi si dovrebbe porre la fiducia al decreto. «Altro che soluzione pronta e condivisa: è l’ennesima dimostrazione delle profonde divisioni che attraversano la maggioranza – commenta il deputato Pd Marco Simiani -. Salvini finge di avere un progetto definito, ma il suo stesso governo lo sfiducia».