"Chiediamo al governo e alla commissione Europea di sospendere la corsa per il ponte sullo Stretto: bloccare 14 miliardi per un'opera non necessaria, con inaccettabili forzature, non è questione politica, ma di responsabilità.

Si pensi alle risorse del Pnrr e alle infrastrutture che occorrono al Paese.

Domani a Messina lo ribadiremo in una grande assemblea pubblica".

È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Pino Gesmundo.

"Di giorno in giorno - sostiene il dirigente sindacale - aumentano i problemi provocati dalle forzature che il ministro Salvini sta facendo per arrivare alla foto 'estiva' dell'avvio dei lavori. Nessuna gara per l'opera, lievitazioni dei costi e della penale a favore di chi dovrebbe realizzarla. Il ministro ha dovuto ritirare dal Decreto omnibus infrastrutture la 'promozione' a stazione appaltante qualificata della società per azioni Stretto di Messina e, grazie all'intervento del presidente della Repubblica, deve cambiare la modalità di gestione della prevenzione per la legalità e contro le infiltrazioni mafiose scelta dal consiglio dei Ministri. Ieri - aggiunge - è emerso che saranno sottratti 1,7 miliardi per la manutenzione e messa in sicurezza di strade e viadotti anche per finanziare il Ponte, altro che il 'nuovo Rinascimento delle strade' di cui ha parlato Salvini. È ora di smetterla con i proclami e di fermarsi per confrontarsi".