Gli aumenti della Tari previsti per il 2027 nel Comune di Prato destano particolare preoccupazione nei commercianti. E Confcommercio, come associazione di categoria, alza la voce su un costo che farà preoccupare molti associati.
Come è noto, la previsione a Prato è quella di un incremento dell’8,5% per le utenze domestiche e dell’8% per quelle non domestiche, percentuali superiori alla media degli altri territori che si attesta intorno al 6,7%.
"Le imprese del commercio, del turismo e dei servizi rappresentano un motore di grande sviluppo dell’economia pratese e stanno già sostenendo un quadro di costi particolarmente gravoso – spiega in una nota Confcommercio Pistoia-Prato – e per questo è fondamentale individuare ogni margine utile a contenere il peso della Tari, evitando che un ulteriore aumento finisca per compromettere la capacità di investimento e la competitività delle aziende".
La Tari rappresenta, infatti, una voce strutturale dei bilanci aziendali che negli anni ha fatto registrare una crescita costante e che le imprese non hanno possibilità di ammortizzare, limitandosi a subirne gli effetti.
"Apprendiamo con favore che l’amministrazione comunale abbia annunciato l’intenzione di intervenire sulla parte variabile della tariffa per contenere gli aumenti e che si sia impegnata per evitare che i rincari mettano in ginocchio la collettività, fatta di famiglie e imprese. La conferma, delle agevolazioni ambientali, rivolte anche alle utenze non domestiche, per incentivare la raccolta differenziata, con riduzioni applicate sulla parte variabile della Tari, è sicuramente un segnale positivo. Si tratta di misure che vanno nella giusta direzione – osserva Confcommercio – ma che, alla luce dell’entità degli aumenti previsti, potrebbero non essere sufficienti a evitare un aggravio significativo per le imprese del territorio".













