HomeBolognaCronacaLe infermiere dominicane scappano dall’ospedale dopo pochi mesi in corsiaL’affondo del sindacato Fials: "Era soltanto un’operazione d’immagine. Non basta un biglietto aereo per risolvere una crisi che viene da lontano".Nella foto di archivio, personale al lavoro in una corsia di ospedaleRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciErano due le infermiere sudamericane che, nell’ambito di un progetto dell’Ausl di Bologna, avevano preso servizio al Simiani di Loiano. Un’operazione per tutelare un presidio sanitario di montagna, che aveva visto anche la partecipazione di Comune e cittadinanza nella ricerca di alloggi. Le due professioniste, però, a pochi mesi dall’inizio del servizio se ne sono già andate. A dare la comunicazione il segretario regionale della Fials, Alfredo Sepe: "L’epilogo del progetto promosso dall’Azienda Usl di Bologna per reclutare infermiere provenienti dal Sudamerica è sotto gli occhi di tutti: entrambe le professioniste hanno lasciato l’ospedale Simiani. Dopo conferenze, annunci e proclami, il risultato è semplice: il progetto è fallito. La Fials Emilia-Romagna lo aveva detto fin dall’inizio".
"Non basta offrire una stanza per sei mesi, un biglietto aereo e un corso di italiano per risolvere una crisi che nasce da anni di scelte sbagliate – sottolinea Sepe –. Se un ospedale fatica ad attrarre e trattenere personale, il problema non è da quale parte del mondo arrivino gli infermieri, ma le condizioni di lavoro che trovano una volta entrati in servizio. Oggi l’Ausl cerca di rassicurare tutti annunciando due nuove assunzioni a tempo indeterminato da settembre. Benissimo. Ma allora viene spontanea una domanda: se era possibile assumere dalla graduatoria, perché mettere in piedi un’operazione tanto costosa quanto inefficace?". Sepe aggiunge: "Più che un progetto innovativo, è sembrata un’operazione d’immagine conclusasi con un prevedibile nulla di fatto. La sanità pubblica non ha bisogno di slogan o di iniziative destinate a fare notizia per qualche settimana. Ha bisogno di stipendi più dignitosi, organici adeguati, valorizzazione professionale e condizioni di lavoro che convincano gli infermieri a restare. La Fials continuerà a denunciare ogni tentativo di nascondere i veri problemi della sanità dietro iniziative che producono titoli sui giornali ma non risolvono la carenza di personale".








