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Daniela Corneo

L'infermiera dell'Ausl di Imola il giorno del suo compleanno ha firmato le dimissioni, aveva iniziato l'1 giugno di quest'anno. «Avrei voluto restare fino a fine carriera nella sanità pubblica, ma dopo il Covid il crollo è stato irrecuperabile. I turni sono massacranti e lo stipendio medio basso»

Il giorno del suo 59esimo compleanno, pochi giorni fa, è andata a firmare le sue dimissioni. Le sue seconde dimissioni a dire il vero. Perché Irma (nome di fantasia, ndr) si era già licenziata da dalla Ausl di Imola, in pieno burnout post Covid, andando nel privato. Poi l’1 giugno di quest’anno è rientrata in azienda dopo cinque anni, sperava di restare nel servizio pubblico fino alla pensione.

E invece cosa è successo?«Pochi giorni fa sono andata a firmare il mio licenziamento senza preavviso, quindi perdendo anche lo stipendio del mese e mezzo lavorato. Avevo ricominciato da poche settimane, ma alla mia età sono stata messa in un reparto durissimo, uno di quelli dove ti mettono a inizio carriera. Non ho retto fisicamente. Allora mi hanno spostato in un altro dove avrei dovuto iniziare di sabato pomeriggio, da sola in turno, non sapendo nemmeno dove venivano tenuti i medicinali. Sono scappata. A 59 anni, dopo una lunga carriera da infermiera, non avevo intenzione di cadere nel penale, perché in quelle condizioni il rischio di errore è altissimo».