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Ultimo aggiornamento: 18:47
“Licenziata” pochi mesi dopo l’operazione per un carcinoma al seno, la terapia e il certificato dell’Inps che dà diritto a due ore di permesso al giorno. Quanto capitato a Rosaria Ferro, 55 anni, è potuto succedere perché non era una dipendente dell’azienda per cui lavorava, la Recuperator di Rescaldina (Milano), ma una “somministrata” dall’agenzia interinale. Come si dice nel gergo tecnico, era inviata in “missione” presso l’impresa, specializzata nella produzione di scambiatori di calore. Quindi tecnicamente questo non è il licenziamento di una lavoratrice che sta affrontando le conseguenze di una malattia, ma una interruzione della missione. Il caso è stato denunciato dalla Nidil Cgil Ticino Olona, sindacato di categoria dei lavoratori cosiddetti atipici, quindi i collaboratori, interinali e partite Iva. La donna ha un contratto a tempo indeterminato con l’agenzia di somministrazione, mentre il suo utilizzo presso la Recuperator è durato per 46 mesi, prima di concludersi a inizio settembre di quest’anno, dopo le prescrizioni dell’Inps. L’impresa ha parlato di un calo di lavoro, ma alla Nidil Cgil risultano assunzioni addirittura nello stesso reparto dell’addetta.






