"Le recenti dimissioni di almeno una quindicina di infermieri rappresentano solo l’ultimo segnale di una criticità denunciata da tempo. Anche il recente concorso pubblico per infermieri rischia di produrre effetti molto limitati rispetto alle reali necessità aziendali: dei 50 vincitori, 10 hanno già rifiutato il posto e, dei restanti 40, circa la metà risulta essere personale già in servizio presso l’Area 5 con contratti a tempo determinato. Di fatto l’incremento reale di nuovo personale sarà ridotto a poche unità, senza considerare il fisiologico turn over legato ai pensionamenti". A porre l’accento sulla difficoltà che attanagliano il comparto infermieristico nell’ex Asl5 è il sindacato Fials. Il segretario Alessandro Podestà evidenzia che "la situazione nei presidi è ormai critica: pressoché tutti i reparti ospedalieri risultano in sofferenza per la carenza di personale infermieristico rispetto agli organici assegnati, non vengono sostituite le assenze per gravidanze, aspettative e lunghe malattie e si ricorre sistematicamente a turni numericamente ridotti.

Analoga ma ancora più grave è la situazione del personale Oss, drammaticamente insufficiente sia nell’area territoriale sia in quella ospedaliera: tutti i giorni si spostano operatori socio sanitari da un reparto all’altro nel tentativo ormai impossibile di coprire i turni mancanti in un tetris improbabile, per non dire dei turni notturni in cui la figura dell’ Oss non è neppure contemplata". Per il sindacato queste carenze "determinano inevitabilmente un aumento dei carichi di lavoro per i pochi operatori in servizio, costretti quotidianamente a garantire l’assistenza in condizioni di estrema crescente difficoltà"; da qui la richiesta ad Ats Liguria e Regione di autorizzare con la massima urgenza l’ulteriore scorrimento della graduatoria concorsuale infermieri e quella disponibile Oss, "unica misura in grado di garantire un minimo di adeguamento degli organici ed evitare un ulteriore peggioramento della quantità e della qualità dei servizi erogati ai cittadini". Sotto la lente del sindacato anche la situazione dei tecnici sanitari di radiologia medica e dei tecnici di laboratorio, "figure professionali difficilmente reperibili sul mercato del lavoro. In alcune realtà, per garantire la continuità dei servizi, si ricorre ordinariamente all’utilizzo del personale reperibile anche per la copertura dei turni programmati, come avviene ad esempio in alcune attività dei laboratori analisi. Ancora più grave risulta la scelta di precludere l’utilizzo più ampio possibile delle prestazioni aggiuntive per fronteggiare la carenza di personale".