«Il rischio della desertificazione degli ospedali è dietro l’angolo». Così Andrea Montagnani, presidente Fadoi (la Federazione dei medici internisti italiani), ha lanciato l’allarme nei giorni scorsi, durante il congresso nazionale che si è tenuto a Rimini, con la presentazione di un’indagine che restituisce un quadro preoccupante.
«Carichi di lavoro a volte insopportabili e incompatibili con un minimo di vita privata e familiare, scarse aspettative di carriera e condizioni contrattuali non degne della professione, hanno già spinto circa 12mila medici negli ultimi anni ad abbandonare il servizio pubblico», sottolinea. «Un vuoto che diventerebbe voragine se ora decidesse di passare dalle intenzioni ai fatti soltanto un terzo di quel 57% che ha manifestato l’idea di lasciare o per il pensionamento anticipato o per il privato oppure per l’estero».
La carenza di personale, nei Pronto soccorso e negli altri reparti, è indicata come una priorità sulla quale intervenire da oltre il 57% dei medici. Le condizioni di lavoro vengono giudicate in peggioramento da sette professionisti su dieci e questo spinge il 26,4% dei medici a pensare di lasciare anticipatamente il lavoro, mentre il 20,2% pianifica la fuga verso il privato, se non proprio all’estero (il 10,1%).









