Bologna, 23 maggio 2026 – Un medico su 4 in Emilia Romagna sta valutando se lasciare l’impiego in anticipo. E non solo, sempre nella nostra regione l’80% dei medici internisti ospedalieri ha vissuto periodi di burnout (nelle Marche circa la metà dei medici mentre in Veneto è una condizione che riguarda 1 camice bianco su 3). Ma non è tutto perché il 64% denuncia un netto peggioramento delle proprie condizioni lavorative. Sono questi i dati che emergono dalla lettura regionale della survey sullo stato dei reparti di Medicina interna condotta dalla Fadoi (Federazione dei medici internisti ospedalieri), presentata in occasione del 31esimo Congresso nazionale in corso a Rimini. Medici in fuga: il rischio è quello della desertificazione degli ospedali (immagine d'archivio)
Organici insufficienti e ‘gettonisti’ portano ad un aumento degli errori
Dall'indagine sul territorio viene evidenziato che, sebbene il 76% delle unità operative di medicina interna non utilizzi professionisti autonomi, il ricorso ai medici cosiddetti ‘a gettone’ resta “significativo” nei Pronto soccorso, segnalato dal 36% dei rispondenti. Ed è proprio qui il problema, secondo i ‘camici bianchi’ intervistati la carenza strutturale di personale impatta direttamente sulla qualità del servizio: l'88% dei professionisti ritiene infatti “che organici insufficienti e presenza di ‘gettonisti’ possano generare errori nella pratica clinica" in modo elevato.







